#DodoTurns3

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Un compleanno è solo una tappa, una data segnata su un calendario, una celebrazione dei giorni che sono già passati. Oggi Edoardo compie tre anni, e fa paura pensare a tutto il turbine di situazioni e di emozioni che sono successe e che si sono provate negli ultimi 300+ giorni.

Spesso i genitori fanno l’errore di concentrare tutta l’attenzione del loro figlio su di sé invece che su di lui, specie in quest’era di narcisismo da social network (anche se secondo me non è sharenting, ma storytelling).

Ma questa giornata, così come in realtà tutte le giornate quando si è genitori, è completamente rivolta solo a lui, e non tanto per i festeggiamenti, i regali o quant’altro. Anche perché, diciamocelo chiaramente: lui non è ancora consapevole del significato di questa giornata, né probabilmente di ogni altra giornata. Lui vuole sentire il calore della mamma, del papà e dei nonni (ma soprattutto della mamma, ça va sans dire), e oggettivamente per lui questa giornata significa soltanto “tanti pacchi”.

Caro mio Dodo, quante cose sono successe negli ultimi 365 giorni: hai quasi imparato a parlare, hai quasi formato un tuo carattere, hai finalmente iniziato a vivere con i tuoi genitori. Sei nel pieno della tua purezza e spensieratezza, e vorrei che rimanessi sempre con questa innata gioia e tristezza nel cuore.

Quella tristezza che deriva dalla delusione di vedermi chiudere la porta per andare a prendere il treno alle 7.40 o quando mi vedi fare “AA”, quando la mamma si alza anche solo per dieci secondi e tu hai già l’ansia da separazione, quando vedi che non ci fermiamo al parco o quando capisci che abbiamo saltato apposta i leoni del Pedrocchi, quando un bambino ha un gioco che tu non hai e ti si creano i sentimenti di contrasto relativi al possesso degli oggetti.

Quella gioia che mostri innatamente quando ci fai le pernacchie sulla pancia, quando giochiamo a nasconderci ed esplodiamo nello stesso sorriso quando ci troviamo e ci guardiamo negli stessi occhi, quando io faccio il portiere e tu mi fai gol (e non perché ti faccio segnare apposta, ma perché c’hai già il piedino alla Roberto Baggio), quando basta suonare il campanello della bici per farti esplodere in una risata, quando salti su di noi che siamo stesi sul letto, e fai le capriole.

Un giorno capirai che queste cose non contano poi molto, ma se sei fortunato capirai anche che non è tutto scontato, nell’evoluzione della vita. E sarai grato anche di momenti che non ricorderai.

Dicono che dai 3 anni in poi la memoria dei bambini abbia impatto sui ricordi di tutta la vita. Probabilmente qualche episodio prima di oggi te lo ricorderai già per tutta la vita, ma prendiamo quella del 5 agosto 2016 come una data simbolica: da oggi sei un po’ più consapevole, per cui cerchiamo di non dimenticarci che quello che avviene mentre si è impegnati a progettare i propri piani è in realtà la propria vita, e, semplicemente, godiamoci la vita.

#DodoTurns3 at 3.16 PM

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