Perché Telegram è meglio di Whatsapp (anche per il Marketing)

Summary: Telegram è meglio di Whatsapp in tutto (e da poche settimane posso affermare con sicurezza che lo è anche per fare marketing): è una app cross-device, è più snella e veloce, sincronizza perfettamente le conversazioni tra i vari dispositivi, è più divertente (ci sono gli stickers e i bot), vi si possono inviare file fino a 1.5 GB (e pensate a quanto comodo è dal computer), vi si può accedere anche da Web senza l’inutilità del QR Code di Whatsapp, e molto altro che scopriremo insieme in questo articolo.

Telegram e Whatsapp: un conflitto ideologico?

E’ da mesi che lo dico a tutti i miei amici e colleghi di università: “passate a Telegram! Basta Whatsapp!” Le ragioni sono più pratiche che ideologiche, anche se questo secondo fattore non dovrebbe passare inosservato – se arriviamo a pensare alla privacy dei nostri dati e a come vengono utilizzati da Whatsapp (cioè, da Facebook).

Sembra quasi un conflitto che ricorda vagamente quello della Guerra Fredda – Whatsapp (USA) vs. Telegram (Russia) – ma in realtà non è un conflitto di nessun tipo, date le posizioni anarchico-libertarie di Pavel Durov, il fondatore di Telegram insieme al fratello Nikolai, che lo pongono distante sia dalla visione statunitense che da quella anti-libertaria della Russia post-sovietica.

Quando per la prima volta Durov è uscito allo scoperto, all’incirca all’inizio del 2013, non era per promuovere il social network più grande di Russia da lui stesso fondato e di cui ha venduto le quote, VKontakte (ora solo VK), che nel 2015 ha raggiunto i 200 milioni di utenti attivi ogni mese – ma per parlare a Bloomberg di Telegram, sottolineandone molto semplicemente i vantaggi:

“Telegram è diverso perché è gratis, utilizza un sistema di criptaggio dei dati proprietario, e non è stato pensato per essere una macchina da soldi”. 

Ora Durov stima profondamente Edward Snowden, l’informatico dell’NSA che ha reso noti molti documenti segreti americani nel 2012 sulle sorveglianze di massa, e ha come obiettivo quello di diffondere il “progetto globale” di Telegram, con – sì – l’effetto laterale di contrastare un gigante americano quale Whatsapp.

I vantaggi di Telegram rispetto a Whatsapp

Quando usai Telegram per la prima volta, verso la fine del 2013 (era appena stato lanciato), lo avevano solo due miei amici (poi lo hanno cancellato entrambi), e la app era nota solo per il sistema di chat segrete e di auto-distruzione dei messaggi. Va beh, dicevo allora, ma chi se ne frega? Però provandolo ad usare notavo che andava il doppio più veloce di Whatsapp. “Sarà perché non lo usa nessuno e ha i server liberi dai dati”, diceva la mia ignoranza. Tuttavia non cancellai l’applicazione: rimase lì, perché mi sembrava promettente.

Nell’anno e mezzo successivo si sentì parlare di Telegram come una delle tante alternative a Whatsapp – insieme a WeChat, Line, Viber, per non parlare di Skype, iMessage e… insomma, le app di messaggistica sono infinite – quando sistematicamente c’era un #WhatsappDown. Però se anche qualcuno scaricava Telegram, vedeva che su una rubrica di 200 contatti lo avevano al massimo in 5, e va beh, cancelliamolo di nuovo.

Poi – parlo sempre solo per me – verso l’inizio del 2015 mi rompo di poter utilizzare la messaggistica dal computer con iMessage solo con chi ha iPhone. Per me è comodissimo scrivere messaggi dal computer: spesso, mentre sto lavorando o studiando, mi è comodo rispondere a qualche messaggio velocemente senza distrarmi e prendere il mano il cellulare, rompendo il ritmo dello studio. Oppure, utilizzare i messaggi dal computer è comodissimo quando si sta facendo un lavoro di team e si stanno ricercando informazioni in rete. L’alternativa erano i messaggi di Facebook, ma anche no. Le email, invece, sono adatte ad altri scopi.

Poi, quasi per caso, scopro che Telegram è disponibile anche sul MacBook. Lo scarico all’istante: cambia il mio modo di usare le app di messaggistica. Costringo Laura a scaricarselo e ad utilizzarlo per scriversi con me. Successivamente costringo anche alcuni compagni di università che in quel periodo stavano lavorando insieme a me. Adesso, diciamo, ci sto provando più o meno con tutti.

Perché Telegram è così tanto meglio di Whatsapp? Ok, proviamoci con un bullet point:

  • Telegram non costa 0,89€/anno, è completamente gratuito
  • Telegram è disponibile in tutti i device: iOS, Android, Windows Phone, Mac OS, Windows, e c’è pure la app web!
  • Su Telegram si possono inviare immagini di qualità compressa (come fa Whatsapp), oppure si possono mantenere in qualità originale (!)

immagine alta qualità telegram

  • Su Telegram si possono inviare file di una dimensione fino a 1,5 GB: #ciaoemail
  • Gli aggiornamenti arrivano all’istante. iOS 9 è uscito il 16 settembre? il 16 settembre c’era l’aggiornamento di Telegram per iOS9. Il 22 settembre il secondo aggiornamento, che aggiunge (finalmente) le notifiche interattive su iPhone. Ma ha subito fatto un aggiornamento anche per WatchOS2! Whatsapp, ricordiamo, non ha ancora nemmeno l’applicazione su AppleWatch. Anche per Android l’efficienza è la stessa.
  • Su Telegram c’è la preview dei Link che vengono condivisi all’interno di una chat (ed è comodissimo: si riesce così a discriminare tra i link meritevoli di essere aperti e quelli che invece non lo sono), ad es.

telegram preview link telegram

  • Su Telegram ci sono gli Stickers, e sono una figata (soprattutto perché se uno è abbastanza skillato con Photoshop c’è lo @StickersBot con cui si può creare il proprio pacchetto di Stickers

IMG_0059

Questi sono i vantaggi più grandi per me, ma se li volete tutti, vi incollo questo screenshot preso direttamente dal sito di Telegram:

cosa si può fare con telegram

Telegram come strumento di Marketing

Poiché Telegram è un sistema criptato, i cui dati sono irreperibili, verrebbe da escludere che possa essere utilizzato come strumento di marketing, una disciplina che si basa sull’interpretazione dei dati.

C’è comunque la possibilità di inserire Telegram all’interno del proprio media mix:  di recente (dal 22 settembre), infatti, Telegram ha introdotto i Canali, un nuovo sistema di broadcasting con cui sarà possibile – anche per un’azienda – offrire aggiornamenti ai propri clienti. I canali saranno raggiungibili attraverso un URL personalizzato di questo tipo: “http://telegram.me/nomecanale”.

Un altro aspetto da non sottovalutare per il marketing è che gli sviluppatori possono creare dei “Bot” adatti alle proprie esigenze e poterli poi utilizzare all’interno dei gruppi (si spera, presto, anche all’interno dei canali): ad es. c’è @ImageBot con cui si possono inviare immagini digitando /get “query” pescate casualmente dal web, oppure @PollBot, con cui si possono creare in pochi secondi veloci questionari o domande da sottoporre ai propri amici. Qua c’è un elenco di alcuni bot disponibili.

Vi immaginate quante iniziative di gaming e di coinvolgimento del pubblico potrebbero nascere? Il potenziale è assurdamente altissimo.

Ok, potreste pensare adesso: ma come si fa ad utilizzarlo come strumento di Marketing se è necessario conoscere i numeri di telefono cellulare, un dato super-sensibile, per poter comunicare? Ehm, no: tu fornisci ai tuoi clienti la URL “telegram.me/nomecanale”, loro si iscrivono, e non conoscerai mai la loro identità. Quindi sarà difficile fare pubblicità e test su questi tuoi follower, però i canali possono essere utilizzati per la comunicazione interna con i dipendenti, per comunicazioni informative ai clienti se il proprio business lo consente (se siete una palestra, o un’estetista, è molto facile che sia così), e chissà quanto altro emergerà col tempo.

Quindi, almeno provate Telegram

Quando tutti questi vantaggi non sono abbastanza per convincere una persona a passare a Telegram, di solito ci provo con la social proof: “Ragazzi, a maggio 2015 su Telegram venivano inviati 2 miliardi di messaggi al giorno. A settembre 2015 sono arrivati a 10 miliardi al giorno!” Quindi abbiamo un bel +400% di messaggi scambiati ogni giorno su questa piattaforma: sicuramente distanti da Whatsapp, che ha numeri 5 volte più alti, però Whatsapp non ha le feature di Telegram.

Se non basto io, così la pensa Telegram:

perché passare a telegram

Passate a Telegram!

Annunci

One thought on “Perché Telegram è meglio di Whatsapp (anche per il Marketing)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...